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Il settore industriali è ampio di strumenti che risultano fondamentali all’interno di quelle che sono le catene di produzione e processi di lavorazione. Molti di questi sono sconosciuti ai più, essendo di pertinenza prettamente tecnica di dipendenti ed addetti ai lavori. Ma in realtà capire quali sono questi elementi nevralgici della catena industriale, e come essi operano, è essenziale oltre che per pro scopo informativo anche per comprendere quanto sviluppo, competenze tecniche e meccaniche ci siano dietro la grande area dell’industria. Nella fattispecie in questa circostanza concentreremo l’attenzione sui motori industriali, gli estrattori e le varie tipologie di entrambi questi strumenti cardine del settore in questione.

Tipologie che puoi trovare nel catalogo dei nostri prodotti all’interno del sito.

Tipologie di motori industriali

Diamo il là a questo approfondimento sul settore industriale ed in particolare sui motori industriali muovendo dalle tipologie attualmente utilizzate. Innanzitutto occorre fare una prima distinzione tra motori elettrici a corrente alternata e corrente continua. Poi da qui vi sarebbe una seconda distinzione da fare tra quelli precedentemente menzionati ed i passo-passo.

Motori a corrente alternata

Partendo dai motori a corrente alternata conosciuti anche come alternatori, questi vengono appunto alimentati ed azionati da un flusso di corrente non costante. Essi i basano su di una struttura che impernia la propria essenza su due elementi: lo statore ed il rotore. Il primo costituisce la base, la parte fissa, mentre il secondo è una sorta di sovrastruttura metallica rotante. Questi due elementi entrando in contatto tra di loro per l’intermediazione di un campo magnetico alimentano il motore. La suddetta tipologia di motore industriale viene solitamente impiegata per il funzionamento di lavatrici industriali, macchine da cucire ed elettrodomestici di vario genere.

Motori a corrente continua

A dispetto dalla tipologia precedente questa chiama in causa la corrente continua appunto, dunque una costante di flusso e non un processo alternato. Per questo tipo di macchina esiste poi una differenza tra motore a spazzole e senza. La differenza sostanziale è nell’installazione degli avvolgimenti: nel caso dei motori a spazzole è sul rotore; in quelli brushless invece sullo statore. La presenza o meno di queste lamelle di rame influisce poi sull’alimentazione di questo genere di motori proprio perché vi è un contatto tra le lamelle. Mentre nei motori a corrente alternata il campo di applicazione era quello degli elettrodomestici, lavatrici, macchine da cucire e cosi via, nel caso di quelli a ciclo continuo ci spostiamo nel settore dell’automotive, sanitario-medicale, vendita automatica e videosorveglianza.

Motori passo-passo

Terza e ultima tipologia di motore industriale è quella concernente i motori passo-passo, che possono essere unipolari o bipolari. Nel primo caso l’alimentazione negli avvolgimenti procede in una stessa direzione, per l’appunto unica; nel secondo, invece, essa si direziona in ambo i versi. Il grado di angolo poi distingue vari modelli di questa tipologia di motore: da quelli a magneti permanenti con angolo a 90% a quelli ad angolo giro. Il campo di applicazione qui è la robotica, i servomeccanismi o ancora i telescopi: insomma tutti quegli strumenti che per la loro funzione hanno bisogno di una estrema velocità di rotazione e di spostamento angolare.

Funzionamento motori elettrici industriali

In parte abbiamo già toccato questa tematica nella distinzione tra i diversi tipi di motore industriale, con quelli a ciclo continuo ed alternato. Infatti a questo proposito abbiamo evidenziato la differente alimentazione di cui dispongono i due motori, che a loro volta differiscono poi da quelli passo-passo. Insomma a seconda della variazione di energia varia anche il prodotto finale e di conseguenza il suo funzionamento. Esso talvolta coinvolge il campo magnetico, talaltra le spazzole o ancora la rotazione d’angolo. Una pluralità di meccanismi dove ciascuno ha una propria specificità e rimanda ad un campo di applicazione diverso. Nel caso dei motori a corrente alternata la tensione può arrivare anche a migliaia di volt e grazie all’impiego di statore e rotore genera questo indotto energetico. Nei motori a ciclo continuo invece come detto sono le spazzole (lamelle di rame) ad occupare un ruolo rilevante, poiché mediante il loro contatto gestiscono il flusso di rotore e statore (e da qui i brushless o a spazzole). Infine i passo-passo che vertono sugli impulsi elettrici degli avvolgimenti. Sono questi ultimi a veicolare l’energia indotta nel motore e a diversificarne la portata d’azione: che si distingue in angoli di rotazione e spostamento d’asse.

Funzionamento estrattori industriali

In ultima istanza focalizziamo l’attenzione sugli estrattori d’aria industriali, parimenti importanti ai motori sopra analizzati. Infatti questi macchinari consentono il ricambio d’aria all’interno delle industrie, che specie quando in contatto con agenti chimici, necessitano di un certo status di condizioni ambientali. Al fine di preservare non solo le condizioni ambientali per la lavorazione di prodotti chimici e similari, ma anche la salute dei dipendenti, ecco dunque che gli estrattori ricoprono una funzione centrale. Essi si basano su delle enormi ventole che appunto aspirano l’aria dall’ambiente interessato per veicolarla verso l’esterno. A seconda della potenza del motore che li alimenta, questi macchinari riescono a muovere una quantità in metri cubi di aria sempre maggiore. Operando mediante il principio di conversione naturale, dunque, l’estrattore d’aria è in grado di rimuovere fumi, polveri, agenti chimici dall’ambiente rendendolo salubre e migliorandone le condizioni d’uso. Ne esistono vari tipi: da quelli a muro a quelli montati sui tetti dei capannoni industriali. I primi sono più da interni, e vengono collocati nelle aree nevralgiche di accumulo fumi e sostanze tossiche di un’industria. I secondi, invece, sono posizionati all’esterno, anche per via delle dimensioni ingenti, e migliorano il flusso d’aria preservando le proprie condizioni di lavoro. Infatti non sono soggetti a corrosione da agenti esterni o manutenzione particolare per via dei loro rivestimenti e materiali all’avanguardia. I migliori estrattori sono quelli che riescono ad assolvere al compito di ricambio d’aria mantenendo un certo comfort termico. Quindi una duplica caratteristica che ci consente di capire al volo quali siano i modelli migliori su cui puntare.

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A rispondere è Andrea Rocco, Amministratore Unico di Meridiana Aspiratori.

 

“La ricerca di uno standard qualitativo sempre più elevato, è l’obiettivo principale di ogni nostra soluzione tecnologica,” –ha dichiarato Andrea Rocco Amministratore di Meridiana Aspiratori– “forti del nostro passato e proiettati verso il futuro, affrontiamo con costante e rinnovato vigore il mercato dinamico in cui operiamo, pronti a garantire, ai nostri Clienti, un servizio sempre in crescita, avendo come priorità un rapporto sempre più diretto con i nostri fornitori.” La nostra azienda – ha continuato Andrea Rocco-  lavora in regime di qualità secondo i più elevati standard europei. Il nostro Sistema di Gestione per la Qualità UNI EN ISO 9001, impone il controllo completo sull’assemblaggio dei prodotti da noi commercializzati, assicurando la funzionalità e la piena efficienza operativa. Le competenze e il nostro know-how sono le principali risorse che possediamo, ai nostri Clienti non forniamo solo prodotti, ma anche consulenza, servizi ingegneristici e supporto ai progetti. Allargare i nostri orizzonti, gestendo le complessità con un approccio non convenzionale, ci consente di intraprendere percorsi sempre più innovativi per nuove soluzioni tecnologiche e nuove opportunità di investimento inesplorate. E ’quello che facciamo ogni giorno, – ha concluso Andrea Rocco convinti che le sfide di domani passino attraverso la cultura dell’innovazione.

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LEADER NELLA PRODUZIONE DI MOTORI ELETTRICI, WEG E’ IL NUOVO BRAND DI CUI SIAMO RIVENDITORI.

Siamo lieti di annunciare la recente partnership tra la nostra Azienda e la società WEG, leader nella produzione dei motori elettrici. Questa collaborazione rappresenta la conferma del nostro impegno costante nell’offrire soluzioni sempre più avanzate e sostenibili ai nostri Clienti.

 

 

La forza di WEG, nel settore dei motori elettrici, è un complemento perfetto alla nostra visione di innovazione e sostenibilità. Questa partnership ci consente di fornire, ai nostri Clienti, accesso a tecnologie all’avanguardia e di contribuire ad un’ottimizzazione energetica con obiettivi sempre più green.

Crediamo che collaborare con WEG ci posizionerà strategicamente per affrontare le sfide future e capitalizzare sulle opportunità emergenti nel mercato dei motori elettrici. La nostra visione comune per l’innovazione ci guiderà nella creazione di soluzioni all’avanguardia creando valore duraturo per i nostri Clienti ed il settore in cui operiamo.

Guardiamo con grande entusiasmo al futuro collaborativo con WEG, sicuri che insieme contribuiremo, in modo significativo, al successo e all’evoluzione dei sistemi di ventilazione e di aspirazione industriale. Siamo pronti a superare ogni sfida, dove l’innovazione e la sostenibilità rappresentano da sempre i pilastri fondamentali del nostro successo.

 

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Nel complesso settore industriale esistono varie tipologie di macchinari e strumentazioni utili alla produzione e lavorazione di materiali e non solo. Un esempio riguarda le aziende che hanno a che fare con i prodotti chimici, dove una componente fondamentale risulta essere l’aspirazione e tutti i vari prodotti annessi. Essa consente infatti la fuoriuscita dei fumi e delle scorie durante i processi di lavorazione all’esterno. Una salubrità dell’aria che non solo è importante ai fini del corretto sviluppo dei processi produttivi, ma anche per la tutela della salute di dipendenti ed operai di una data industria o azienda. Andiamo ad esaminare in tal senso gli aspiratori industriali quali elementi utili allo scopo di cui sopra, con un focus specifico su cosa sono, in cosa consistono le diverse tipologie come quelle per trucioli o per polveri; o ancora come comportarsi con i filtri e i modelli portatili di aspirazione. Un’analisi a 360 gradi di quelli che sono sempre più degli elementi indispensabili nella produzione industriale. Senza aspirazione non ci sarebbe conservazione delle condizioni propedeutiche ai processi produttivi di molti campi d’azione.

Aspiratori industriali per polveri: cosa sono?

Come evidenziato in premessa nel vasto campo dell’industria esistono tanti strumenti di lavorazione e conservazione di determinate condizioni ambientali. Gli aspiratori industriali si suddividono in categorie, e tra queste vi sono anche quelli per polveri. Stiamo parlando di quelle polveri sottili che vengono fuori dai processi produttivi quando si ha a che fare con composti chimici. Scorie che devono necessariamente essere aspirate non solo per una questione di resa finale del prodotto ma anche per tutelare la salute di operai e addetti ai lavori. Quindi l’aspirazione avviene per condurre dall’interno della struttura verso l’esterno fumi e polveri del genere. Ve ne sono alcuni multiuso, altri specifici proprio per le polveri: comunque sia in ambo le circostanze l’utilità di macchinari simili è essenziale.

Cosa sono gli aspiratori industriali per fumi?

Al pari degli aspiratori per polveri anche quelli per fumi sono importanti per preservare le condizioni di lavoro. In un’industria infatti ci sono moltissime azioni corrosive, che deteriorano materiali e oggetti con i quali si intraprende un discorso di lavorazione. I fumi chimici sono tra quelli maggiormente dannosi, e nocivi alla salute degli operai. Quindi nel caso di questi aspiratori vi sono dei filtri e dei meccanismi interni allo strumento in questione che dotato di un potente motore risucchia e ripulisce aria, fumi e polveri. Tutto viene portato verso l’esterno per rendere il più salubre e inalterata possibile l’aria.

In cosa consistono gli aspiratori industriali per trucioli?

I trucioli rappresentano una ulteriore forma di scorie derivante dai processi produttivi industriali: ciò insieme ai fumi e alle polveri. In questo caso però si tratta di piccoli pezzi o lamine di materiali, risultanti come eccesso da eliminare. Questo eccesso viene anche qui aspirato dai mezzi citati, che non hanno bisogno di filtrare ma solo ed unicamente di aspirare. Quindi funzioni differenti a seconda dei casi, e quindi delle scorie chiamate in causa. Ottimi in tali circostanze è l’aspiratore multiuso, che rimuove liquidi, fumi e altri materiali fino ad ora menzionati.

Come comportarsi con i filtri per aspiratori industriali?

Detto delle varie tipologie di aspirazione viste fino ad ora, passiamo in questo paragrafo ad analizzare i filtri degli aspiratori industriali. Un elemento centrale nella funzione che questo macchinario ricopre all’interno della pulizia di un ambiente di lavoro come quello aziendale sopra indicato. Specie quando si tratta di settori chimici, farmacologici e similari, dove la gran parte dei componenti e di natura nociva per l’uomo, il filtraggio diventa fondamentale. La stessa pulizia del filtro è altresì essenziale. Infatti qualora la pratica di pulizia e manutenzione del dispositivo aspirante non viene fatta con costanza si possono verificare malfunzionamenti dello stesso. Quindi minimizzare le zone di rischio in presenza di polveri combustibili, eliminare la contaminazione, e tutelare la salute degli operai sono tre parametri concatenati che agiscono l’uno sull’altro. Un contesto in cui è pedina determinante l’aspirazione.

Come scegliere degli ottimi aspiratori industriali?

Innanzitutto, per scegliere degli ottimi aspiratori industriali bisogna andare a fondo nelle dimensioni e in un ottimo mix di quantità e qualità. Infatti molto spesso bisogna agire in zone di rimozione di scorie davvero ridotte, motivo per il qual avere a disposizione un aspiratore preciso è fondamentale. Non che le dimensioni standard siano cosi invasive, ma sia chiaro che quelli personalizzati, come i prodotti proposti sul nostro sito, si prestano maggiormente all’uso in contesti vari industriali. Vi sono diversi marchi di calibro a produrre ventilatori simili, che siano centrifughi o assiali, dotati di materiali in rame, zinco e non solo davvero resistenti e facili da pulire o in caso di manutenzione da riparare oppure nel caso servissero nuovi accessori che puoi trovare sul nostro sito. Inoltre, gli aspiratori che proponiamo anche facili da trasportare, il che non guasta, specie poi quando le aree da coprire sono ampie come nel caso delle strutture aziendali di produzione chimica per fare un esempio. Locali giganti e maestosi dove il lavoro di aspirazione e rimozione di scorie è davvero notevole, e necessita di apparecchiature all’avanguardia come quelle in questione. Un altro aspetto importante è la potenza del motorino interno, che ovviamente dovrà essere commisurato all’ampiezza dell’area da aspirare. Tuttavia, con un prodotto ottimale, si ha la garanzia assoluta di una resa ottimale, e soprattutto di una longevità della strumentazione nel tempo. Aspetto questo da non ignorare o sottovalutare, poiché talvolta riparare o dover ricorrere ad una manutenzione continua può rallentare il lavoro e risultare seccante. Quindi resistenza, potenza, efficienza e qualità sono le parole chiave quando si parla di aspiratori industriali. Riepilogando, l’aspirazione favorisce la corretta lavorazione e produzione di qualsivoglia settore. Per tanto si predispone come elemento propedeutico al campo citato. L’assenza di strumenti simili sarebbe nociva e avrebbe una ricaduta non solo sulla tutela della salute degli addetti alle lavorazioni industriali, ma anche sulla resa finale di un dato prodotto.

 

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Nell’ambito del settore industriale esistono diversi elementi e strumenti di produzione, ma anche di conversione e conservazione climatiche e di lavorazione. Proprio in ottica di tecnologia e processi industriali si colloca l’analisi dell’oggetto principale di focus in questione: il convertitore di frequenza. Un anello imprescindibile nella catena industriale per la produzione e per lo sviluppo di determinati settori. Cerchiamo di carpirne le caratteristiche principali, a cosa serve, i modelli di convertitore trifase, e le finalità. Una rassegna ampia che esplora in ogni parte il convertitore di frequenza industriale quale strumento di spiccata importanza e valore.

 

 

Convertitore di frequenza industriale informazioni utili

A cosa serve un convertitore di frequenza?

Partiamo nella disamina del convertitore di frequenza industriale dallo scopo principe di questo strumento. Quindi rispondiamo alla domanda “a cosa serve un convertitore di frequenza”. La risposta è presto data: questo elemento serve a trasformare segnali meccanici o elettrici di ingresso in segnali di altro tipo in uscita. La finalità ultima è quella di rendere intellegibile e leggibile il segnale, ciò per il controllo macchina e la acquisizione di dati. Quindi una sorta di intermezzo comunicativo per l’interazione uomo – macchina che è utilissimo nei processi industriai di qualsivoglia genere e settore. La tensione alternata viene così gestita dall’utente proprio grazie all’intervento del convertitore. Una tensione alternata che viene mutata in variabile sul piano di un discorso più generale che concerne l’ampiezza. La rete elettrica di base infatti non riesce a regolare la tensione in uscita, che dunque deve essere gestita per mezzo di un trasformatore come quello descritto. Esso può essere usato per variare la velocità di un motore da zero a nominale senza problematiche di sorta o interruzioni. Un fattore chiave nell’ambito di interesse poiché accorcia le tempistiche di lavorazione che altrimenti sarebbero piuttosto lunghe. In questo modo gli operai del settore che si interfacciano a queste dinamiche industriali hanno la possibilità di adattare la tecnica di controllo alle condizioni del momento. In ultimo, ma non meno importante la direzione e gestione della rotazione: anch’essa è settabile mediante convertitore, che riesce anche in questo compito. I motori trifase soprattutto necessitano di un controllo di direzione di rotazione in conseguenza della loro elevata capacità di lavorazione.

Cosa sono i convertitori di frequenza trifase?

Nell’ambito dei convertitori di frequenza notiamo poi alcuni modelli specifici come quelli trifase, dotati di un motore di portata maggiore. Oltre infatti ai più noti inverter quali quelli di controllo di corrente e tensione, abbiamo anche il modello trifase appunto. Essi divergono dai tradizionali format per la più articolata ed efficace capacità di conversione di segnale. Skill sicuramente all’avanguardia che vengono impiegati in circostanze di lavorazione che richiedono una elevata dote di processo e trasformazione. Quindi in parole povere il trifase rispetto agli altri modelli ha dalla sua la peculiarità di convertire segnali di ingresso ed uscita con una rapidità e portata più ampia.

Cosa sono i convertitori di frequenza statici?

Altra distinzione importante da fare quando si parla di convertitore elettrici e di frequenza è quella tra modelli statici e dinamici. Nella fattispecie dei convertitori statici essi sono in grado di trasformare la corrente alternata in continua e viceversa per un flusso che quindi viene gestito in maniera ottimale grazie ad uno strumento simile. Una fase di impostazione preliminare del flusso che altrimenti non sarebbe settabile in mancanza di un convertitore come quello citato. Differente è il discorso che riguarda il dinamico, un modello che interessa un’altra tipologia di trasformazione.

Quali caratteristiche devono avere i convertitori di frequenza industriali?

Esaminiamo ora quelle che devono essere le caratteristiche principali dei convertitori di frequenza. Tra queste troviamo innanzitutto una compattezza delle dimensioni e dei materiali di costruzione. Un aspetto non di poco conto poiché oltre la funzionalità del suddetto strumento industriale è essenziale anche la sua predisposizione in termine di installazione ed inserimento pratico. Poi abbiamo un’alta velocità di regolazione, altrettanto importante al pari delle dimensioni. Tecnologia all’avanguardia e massima affidabilità le altre due componenti costitutive che rendono un convertitore uno strumento di eccellenza e valore estremo. Il tutto al fine di rendere questo trasformatore di corrente elettrica in uno dei mezzi maggiormente efficaci quando si parla di processi elettromeccanici.

Che tecnologia usano i convertitori di frequenza industriale

Come evidenziato nel paragrafo precedente in cui abbiamo sviscerato quelle che devono essere le caratteristiche peculiari di un convertitore, la tecnologia di cui è dotato rientra sicuramente tra le componenti indispensabili. Essa deve essere di moderno sviluppo, e dunque all’avanguardia per supportare tutte le funzioni e skill del prodotto industriale in questione. Un convertitore di frequenza come detto può avere diverse finalità e caratterizzazioni in virtù delle quali ha in dotazione una tecnologia ogni volta diversificata. Più il processo di trasformazione è articolato maggiore saranno le capacità e numero di procedimenti richiesti al trasformatore suddetto. Da corrente continua in alternata, come nel caso degli statici, o in caso di flusso se si tratta di quelli dinamici; indipendentemente dalle specifiche del processo industriale la tecnologia è elemento costitutivo principe. Quella inverter rientra sicuramente tra le migliori possibili per una trasformazione elettromeccanica efficiente. Sia che la collocazione interessi un quadro elettrico che un montaggio a parete la tecnologia del convertitore resta sul medesimo standard qualitativo. Medesima cosa dicasi per il montaggio decentralizzato, che differisce a sua volta dai due prima menzionati. Insomma nel caso della tecnologia di un convertitore non va ad incidere più di tanto l’una o l’altra caratteristica descritta, quanto piuttosto la finalità. Per ogni tipo di macchina o impianto esiste un modello che sia affine ed allo stesso tempo versatile sul piano funzionale. L’industria di questi componenti è davvero specializzata per tanto riesce a migliorare lo sviluppo di anno in anno dei convertitori. Specie poi la categoria tecnologica è quella che riesce più di tutte a fare passi in avanti continui e costanti nel tempo permettendo così la produzione e messa in commercio di strumenti simili ogni volta più performanti.

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Il settore industriale è un mondo fatto di diversi elementi che unito tra loro garantiscono lo sviluppo di un prodotto. Vi sono molti campi produttivi, dall’alimentare al meccanico, dalla lavorazione dei metalli a quella dei materiali che compongono oggetti funzionali alla quotidianità. Ad ogni modo, a prescindere da quello che è il risultato finale, la catena produttiva verte su strumenti tra i quali troviamo anche il torrino di estrazione. Vediamo di cosa si tratta e come questo componente rappresenta un elemento necessario in determinate aziende. Quindi caratterizzazione e finalità di quello che in molti casi è molto più di un aspiratore.

Cos’è il torrino di estrazione

Dopo aver fatto una doverosa premessa ed introduzione all’argomento esaminiamo ora in primis il significato del termine in questione: ossia il torrino di estrazione. Con questa definizione si indica quel sistema utile all’interno delle industrie per l’aspirazione di dati volumi d’aria a bassa pressione. Quest’ultimo spesso e volentieri lo notiamo ad una prima occhiata ma ignoriamo il fatto che lo si definisca in questo modo. Per dirla in modo semplice e meno tecnico, il torrino altri non è che quell’oggetto a forma di fungo che solitamente è collegato a canne fumarie o comunque sistemi più o meno complessi di aspirazione. Posto per tanto sul tetto di una struttura per veicolare dall’interno verso l’esterno un certo volume di aria a bassa pressione. Quindi risulta essere un elemento utilissimo, come anticipato in fase introduttiva, specie poi se si parla di aziende chimiche o comunque a contatto con materie simili. Qui il filtraggio dell’aria è fondamentale sia per preservare le condizioni ambientali di lavoro, sia a tutela di operai e quindi non solo del prodotto finale realizzato. Questo discorso fa intuire e comprendere quanto questo elemento costitutivo industriale sia spesso ignorato ma in realtà fondamentale per la preservazione di determinate condizioni ambientali interne ad una struttura di lavoro. Proprio come il suo posizionamento, il torrino si inserisce al vertice della funzionalità e quindi non solo della installazione materiale. Il punto estremo di una catena produttiva che altrimenti non potrebbe svolgere il proprio compito realizzativo.

Composizione del torrino di estrazione

Dopo aver capito cosa concerne il torrino di estrazione, e aver soprattutto intuito il contesto di applicazione dello stesso, spostiamo ora l’attenzione sulla sua composizione. Acciaio zincato e vetro in retro resina i due componenti costitutivi principali del suddetto oggetto. Questi due materiali, infatti, servono a rendere il cupolino e la parte immediatamente sottostante funzionali alla difesa dagli agenti atmosferici. All’interno, poi, troviamo un motore di diversa potenza che alimenta una ventola utile all’aspirazione dell’aria. Questi è molto silenzioso durante la sua operatività, contrariamente a quel che si può pensare. Infatti di solito pensando ad un’industria si pensa subito al rumore che vi si crea e quindi al caos dal quale gli operai in molte circostanze devono isolarsi mediante appositi dispositivi di protezione acustica.

La gamma dei torrini di estrazione

Esiste una vasta gamma di torrini di estrazione, che puoi trovare anche sul nostro sito, che differiscono tra loro soprattutto per la potenza del motore di aspirazione. Ben nove modelli di motore diversi, tutti trifase, per avere una potenza di tiraggio e filtraggio susseguente davvero notevole. In alternativa, poi, vi sono anche quelli monofase, che sono equipaggiati con variatori di giri per consentire una regolazione del flusso d’aria. Il torrino, poi, a seconda della sua caratterizzazione può lavorare fino a temperature di 200 gradi massimo. Quindi condizioni di operatività che sono abbastanza delicate e che solo strumenti con materiali quali acciaio e zinco possono sostenere. Infatti il torrino di estrazione è un componente che viene realizzato appositamente nel modo spiegato sopra proprio per operare senza problema alcuno alle menzionate condizioni.

Altre caratteristiche tecniche del torrino

Veniamo ora alla disamina di altre caratteristiche tecniche del torrino di estrazione, in aggiunta a quelle fino ad ora elencate. Tra queste troviamo anche un rapporto tra peso e dimensioni proporzionato ed incline all’idoneo funzionamento. Ciò agevola di molto anche il suo montaggio sui tetti ed i vertici delle strutture di interesse. Infatti la leggerezza del componente in questione è finalizzata non solo al suo utilizzo ma anche al suo inserimento e relativa installazione. Un fattore questo che rende il torrino di estrazione anche un elemento estremamente longevo. Riesce a durare molti anni proprio per il rivestimento zincato e di acciaio tra parte interna ed esterna. Un aspetto che incide positivamente anche sul piano economico, poiché tale manifattura pregevole non comporta costi accessori di manutenzione. La ventola ospitata all’interno, inoltre, è perfettamente stabilizzata per far sì che non vi siano oscillazioni o movimenti inattesi. Il motore che la alimenta, infatti, essendo nella stragrande maggioranza dei modelli di grande potenza, spinge la ventola ad un numero di giri elevato. Ciò inficerebbe il corretto processo di aspirazione qualora la suddetta ventola non fosse bilanciata. Senza contare l’ulteriore incidenza sulla silenziosità del meccanismo di aspirazione, sempre legato alla stabilizzazione. Insomma, da quel che si evince rispetto alla caratterizzazione e costituzione del torrino, stiamo parlando senza dubbio di uno strumento di eccellenza artigianale. Un componente che è realizzato e pensato non solo in funzione del compito che deve adempiere, ma anche della tutela e salvaguardia delle sue condizioni d’uso. Migliore infatti è la qualità delle sue parti, (motore, ventola, etc.) maggiore sarà la probabilità che esso possa resistere al passare degli anni. Il tutto senza dover ricorrere ad interventi di rettifica e manutenzione, che spesso oltre che essere dispendiosi comportando un costo alto, sono anche invasivi e non del tutto risolutivi. Il torrino di estrazione è per tanto un oggetto chiave nella produzione industriale di diverso genere, poiché non rappresenta un mero sistema di filtraggio ed aspirazione dell’aria ma un mezzo indispensabile per la tutela di un ambiente di lavoro. Soprattutto quando quest’ultimo implica il coinvolgimento di materiali o composti chimici, spesso rilascianti scorie e fumi da evadere assolutamente.

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Gli ambienti di lavoro svolgono un ruolo cruciale nella vita quotidiana di milioni di persone in tutto il mondo. Dal settore industriale all’ufficio moderno, garantire un ambiente di lavoro sano e sicuro è una priorità per le aziende. Un aspetto fondamentale per raggiungere questo obiettivo è il controllo dell’aria all’interno di tali ambienti.

Nei settori industriali, in special modo quelli che coinvolgono la produzione chimica, la lavorazione dei metalli o l’industria farmaceutica, il controllo dell’aria diventa ancora più fondamentale per la sicurezza dei lavoratori. La presenza di sostanze chimiche pericolose o polveri sottili richiede sistemi di ventilazione, filtraggio e rilevamento delle emissioni molto avanzati per scongiurare qualsiasi tipo di esposizione pericolosa per la salute dei lavoratori. Queste misure sono essenziali per prevenire incidenti, malattie e problemi di salute a lungo termine.

Che caratteristiche deve avere un buon ventilatore industriale?

Un buon ventilatore industriale deve avere innanzitutto dei materiali compositivi di ottima fattura: quindi saldature e costruzioni robuste, resistenti e longeve. Inoltre il motore deve essere piuttosto potente per generare quella forza tale da far roteare le pale ad una certa velocità. Maggiore è la potenza più duratura sarà la prestazione del ventilatore.

Cosa guardare per scegliere i migliori ventilatori per capannoni industriali?

Detto delle caratteristiche dei materiali che devono comporre un ottimo ventilatore industriale, scendiamo ora più nel dettaglio della tematica. Diamo uno sguardo per tanto ai dettagli da notare quando si sceglie uno strumento del genere per capannoni industriali. La robustezza e la compattezza compositiva di questi ventilatori è il primo aspetto a cui guardare è la fase di ingegnerizzazione e assemblaggio.  Esso infatti dovrà durare nel tempo, come evidenziato nel paragrafo di cui sopra, ecco perchè la fattura dello stesso dovrà essere assolutamente performante. Quando si risparmia sui materiali si ottiene un prodotto scadente, che tende a calare in termini di performance col passare degli anni. Altro dettaglio da focalizzare è il livello e valore dei cuscinetti, come per tutti gli accessori: essi sono essenziali al corretto funzionamento di un ventilatore industriale, soprattutto in aziende come le fonderie o acciaierie in cui il lavoro h24, mette sotto sforzo notevole i ventilatori che, se scarsamente qualitativi, ne compromettono la lavorazione.

 

Noi di Meridiana Aspiratori sappiamo che l’alta affidabilità dei prodotti deriva da una continua perseveranza nel raggiungimento di elevati standard qualitativi. Siamo un’azienda che ha adottato procedure per una comprovata POLITICA PER LA QUALITA’. Rigorosi controlli, vengono effettuati, durante tutta la fase progettuale e realizzativa, garantiscono sia l’idoneità dei componenti assemblati che le performance del prodotto finito.

Il nostro è un impegno continuo al miglioramento del prodotto e alla sua efficienza.

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Il controllo attivo sui ventilatori è di fondamentale importanza in molte applicazioni in cui è necessario regolare la velocità e il flusso d’aria. Questo tipo di controllo consente di ottenere diversi vantaggi, a seconda del contesto in cui viene utilizzato.

Efficienza energetica: Il controllo attivo permette di regolare la velocità dei ventilatori in base alle reali esigenze di ventilazione. Ciò significa che i ventilatori possono funzionare a velocità più basse quando la richiesta di flusso d’aria è minore, risparmiando energia e riducendo i costi operativi.

Comfort e qualità dell’aria interna: Nei sistemi di raffreddamento e ventilazione degli edifici, il controllo attivo consente di mantenere un ambiente interno confortevole regolando la velocità dei ventilatori in modo da evitare correnti d’aria eccessive o variazioni brusche di temperatura. Inoltre, permette di mantenere la qualità dell’aria interna rimuovendo in modo efficace agenti inquinanti e allergeni.

Riduzione del rumore: Riducendo la velocità dei ventilatori quando non è necessaria una ventilazione intensa, si riduce anche il livello di rumore generato dai sistemi di ventilazione. Questo è particolarmente importante in ambienti sensibili al rumore, come abitazioni, ospedali o uffici.

Prolungamento della durata utile dei ventilatori: L’uso del controllo attivo permette di ridurre l’usura dei componenti dei ventilatori, poiché possono funzionare a velocità inferiori e con meno stress meccanico quando la richiesta è bassa. Ciò contribuisce a prolungare la loro durata utile e a ridurre i costi di manutenzione.

Adattabilità alle variazioni delle condizioni: Il controllo attivo consente di adattarsi alle variazioni delle condizioni ambientali, come cambiamenti nella temperatura, nell’umidità o nella presenza di persone in un ambiente. Questa flessibilità è importante per garantire prestazioni ottimali e un ambiente sicuro in diverse situazioni.

Miglioramento delle prestazioni dei processi industriali: nei contesti industriali, il controllo attivo dei ventilatori è cruciale per garantire il corretto funzionamento dei processi di produzione, la qualità dei prodotti e la sicurezza degli operatori. E’ utilizzato per controllare la temperatura, l’umidità e la concentrazione di sostanze chimiche nell’aria.

Noi di Meridiana Aspiratori conosciamo bene l’importanza del controllo sui ventilatori industriali, per questo ci affidiamo a CEREBRO HumanDroid 4.0, un cervello informatico nato per aumentare il grado di sicurezza e di affidabilità degli impianti di aspirazione, una joint venture con la quale perseguiamo gli stessi obietti, quale la ricerca costante della qualità e dell’efficienza operativa.

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Quando suggerire un’alternativa ai ventilatori centrifughi: i ventilatori assiali

In questo articolo ci focalizziamo sulle differenze sostanziali tra ventilatori centrifughi ed assiali, identificando quando conviene usare i secondi al posto dei primi.

Un’alternativa ai ventilatori centrifughi: i ventilatori assiali.

I ventilatori centrifughi ed i ventilatori assiali differiscono per alcune caratteristiche importanti.

I ventilatori centrifughi, permettono il trasporto anche di fluidi molto aggressivi e che presentano temperature molto elevate, cosa che il ventilatore assiale non permette di fare.
Inoltre, i ventilatori centrifughi sono in grado di fornire salti di pressione maggiori.

D’altra parte, con i ventilatori assiali è possibile ottenere maggiore portata a costi di acquisto ed installazione nettamente inferiori a quelli di un centrifugo.

Ventilatori Assiali
Ventilatori assiali

I ventilatori assiali sono più semplici da installare rispetto ai ventilatori centrifughi perché hanno un ingombro minore.

Se, dunque, l’impianto trasporta fluidi non aggressivi a bassa temperatura con perdite di carico basse, conviene utilizzare dei ventilatori assiali per la movimentazione dei fluidi.

Meridiana Aspiratori offre ai suoi clienti un’attenta analisi del rapporto costi benefici prima di suggerire un ventilatore da inserire e/o sostituire in un impianto.

Ogni parametro viene attentamente valutato, compreso l’ingombro e la resistenza richiesta per il trasporto dei fluidi.

In sintesi, ogni commessa prevede un attento studio preliminare, atto ad evitare possibili disagi e a garantire il massimo risultato e la massima soddisfazione.

La nostra esperienza è garanzia di serietà e dedizione per il cliente.

 

I ventilatori centrifughi sono dispositivi che spostano l’aria o il gas da un luogo all’altro, creando una pressione negativa che aspira il fluido in un sistema di filtrazione o di ventilazione. I ventilatori centrifughi sono ampiamente usati in ambito industriale, per applicazioni come il raffreddamento, l’aspirazione, il controllo della polvere, il trasporto di materiali e il ricambio d’aria.

Come funzionano i ventilatori centrifughi

I ventilatori centrifughi sono costituiti da una girante a pale che ruota all’interno di un involucro a forma di tamburo. La girante può avere le pale curve in avanti, all’ indietro o radiali, a seconda del tipo di prestazione richiesta. Il fluido entra nel ventilatore in direzione assiale (parallela all’asse di rotazione) e viene accelerato dalla girante verso l’esterno, uscendo dal ventilatore in direzione radiale (perpendicolare all’asse di rotazione). La variazione di velocità e direzione del fluido genera una variazione di pressione, che crea il flusso d’aria.

Vantaggi dei ventilatori centrifughi

I ventilatori centrifughi offrono diversi vantaggi rispetto ad altri tipi di ventilatori, come quelli assiali o elicoidali. Tra i principali vantaggi si possono citare:

  • Elevata efficienza: i ventilatori centrifughi hanno un rendimento elevato, poiché sfruttano al meglio l’energia meccanica fornita dal motore per trasformarla in energia cinetica del fluido.
  • Elevata pressione: i ventilatori centrifughi sono in grado di generare una pressione elevata, anche con flussi d’aria ridotti. Questo li rende adatti per applicazioni che richiedono elevate perdite di carico, come sistemi di filtrazione o di raffreddamento.
  • Bassa rumorosità: i ventilatori centrifughi hanno una rumorosità inferiore rispetto ad altri tipi di ventilatori, poiché il fluido non entra in contatto con le superfici dell’involucro e la girante è protetta da schermature acustiche.
  • Flessibilità: i ventilatori centrifughi possono essere regolati in base alle esigenze dell’applicazione, variando la velocità di rotazione della girante, il numero e l’inclinazione delle pale, la forma dell’involucro e il tipo di collegamento al sistema.

Meridiana Aspiratori segue con estrema attenzione l’evoluzione tecnologica dei sistemi di ventilazione, accogliendo e studiando ogni novità per poter fornire a propri Clienti un’offerta all’avanguardia e sempre più al passo con l’innovazione del settore.

Ventilatore centrifugo
Ventilatore centrifugo
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