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Credito d’Imposta 4.0: cos’è e come funziona per l’industria 4.0

Tutto quello che devi sapere: Requisiti, scadenze e percentuali di incentivo
Se hai acquistato un impianto nel 2025 senza presentare la comunicazione preventiva al GSE nei tempi previsti, rischi di non poter compensare il credito d’imposta. Non è un dettaglio burocratico secondario: significa rinunciare a un rimborso che può valere il 20% del costo dell’investimento. Il meccanismo è generoso, ma dal 2024 l’accesso non è più automatico e molte imprese lo hanno scoperto troppo tardi.
Una delle domande che riceviamo più spesso da responsabili acquisti e tecnici riguarda gli incentivi fiscali e in particolare cosa comprare, entro quali scadenze agire, quali aliquote applicare e come verificare la conformità tecnica del bene prima dell’ordine. Questa guida risponde a ogni dubbio attraverso i dati aggiornati al 2025-2026.
Indice
Cos’è il credito d’imposta 4.0
Quali impianti qualificano
Chi può accedere
Procedura e scadenze: cosa fare concretamente
Cosa cambia dal 2026
FAQ e risposte rapide
Cos’è il credito d’imposta 4.0
Istituito nel 2020 nell’ambito del Piano Transizione 4.0 del MIMIT, il credito d’imposta per i beni materiali non deve essere confuso con un contributo a fondo perduto. Si tratta infatti di un’agevolazione utilizzabile in compensazione tramite F24 che riduce l’esborso fiscale complessivo legato all’investimento. La differenza sostanziale rispetto a un finanziamento è l’assenza di un piano di rimborso, dato che il beneficio consiste in una riduzione delle tasse da versare suddivisa in tre rate annuali a decorrere dall’anno seguente all’entrata in funzione dei macchinari.
Quali impianti qualificano
L’accesso agli incentivi per i beni materiali 4.0 è subordinato al soddisfacimento dei requisiti dell’Allegato A della Legge n. 232/2016. Nello specifico, la macchina deve essere dotata di sistemi di controllo quali CNC o PLC e risultare interconnessa ai sistemi gestionali o alla rete di fornitura. A queste caratteristiche si aggiungono l’integrazione automatizzata con il comparto logistico, l’adozione di interfacce uomo-macchina semplici e il rispetto dei più recenti standard di sicurezza sul lavoro.
In termini pratici, questo significa che l’impianto deve essere “parlante”,un ventilatore con solo un interruttore on/off non qualifica.
Un impianto di ventilazione o aspirazione dotato diinverterper la regolazione della velocità variabile,sistema di monitoraggioremoto e interfaccia al gestionale aziendale può qualificare. La condizione è che la comunicazione con i sistemi informativi dell’azienda sia concretamente realizzata e non solo prevista sulla carta.
Gli impianti di ventilazione e aspirazione industriale con filtrazione rientrano tra i beni materiali dell’Allegato A quando sono configurati con queste caratteristiche. La verifica della qualificazione va fatta prima dell’ordine, non dopo la consegna.
Verificare che i requisiti tecnici siano soddisfatti prima dell’acquisto (e non dopo) è il modo per evitare di scoprire a consuntivo che il bene non è qualificabile. Quando accompagniamo un cliente nella selezione di un impianto, la configurazione per l’accesso all’incentivo è parte del dimensionamento tecnico.
Le aliquote vigenti per il 2025
Per gli investimenti in beni strumentali materiali 4.0 effettuati nel 2025 (o entro il 30 giugno 2026 con prenotazione valida al 31 dicembre 2025), le aliquote del credito d’imposta sono le seguenti.
| Quota di investimento | Aliquota credito d’imposta |
|---|---|
| Fino a 2,5 milioni di euro | 20% |
| Da 2,5 a 10 milioni di euro | 10% |
| Da 10 a 20 milioni di euro | 5% |
Per i beni immateriali (software e sistemi gestionali 4.0), l’agevolazione 2025 si applica solo ai beni ordinati entro il 31 dicembre 2024, con coda al 30 giugno 2025. Dal 2025 i beni immateriali sono esclusi dal Piano 4.0.
Chi può accedere
L’agevolazione è accessibile a tutte le imprese residenti in Italia a prescindere dalla forma giuridica, dal settore economico o dalla dimensione aziendale, purché vengano soddisfatte due condizioni imprescindibili quali ilrispetto delle normative sulla sicurezzae ilregolare versamento dei contributi previdenziali.
È importante ricordare che il credito d’imposta 4.0 e quello 5.0 non risultano cumulabili per i medesimi beni, pertanto qualora siano state presentate istanze per entrambe le misure sullo stesso investimento sarà necessario optare per una delle due soluzioni.
Procedura e scadenze: cosa fare concretamente
Dal 30 marzo 2024, l’accesso al credito non è più automatico.Le imprese devono presentare una comunicazione preventiva al MIMIT tramite la piattaforma GSE prima di completare l’investimento.L’ordine cronologico di invio determina la priorità nella prenotazione delle risorse. I fondi stanziati per il 2025 ammontano a 2,2 miliardi di euro e si sono esauriti rapidamente. La procedura si articola in tre passaggi:
Comunicazione preventiva al GSEda inviare prima del completamento dell’investimento, indicando gli investimenti programmati e il credito che si intende richiedere.
Conferma dell’accontoentro 30 giorni dalla comunicazione preventiva, attestazione del pagamento di almeno il 20% del costo del bene e dell’accettazione dell’ordine da parte del venditore.
Comunicazione di completamentoentro il 31 luglio 2026 per gli investimenti completati entro il 30 giugno 2026 (il termine era il 31 gennaio 2026 per quelli completati entro il 31 dicembre 2025, prorogato dal Decreto del 28 gennaio 2026 al 31 marzo 2026).
Il credito 4.0 non è cumulabile con il credito d’imposta Transizione 5.0 per i medesimi beni. Se hai presentato domanda per entrambi sullo stesso investimento, è necessario optare per uno dei due.
Cosa cambia dal 2026
Con l’entrata in vigore della Legge di Bilancio 2026 il credito d’imposta 4.0 cede il passo al nuovo iperammortamento trasformando radicalmente la natura del vantaggio economico per le imprese. Invece della classica compensazione in F24 si passa a una maggiorazione del costo ammortizzabile per le imposte sui redditi con una ripartizione del risparmio basata sulla vita utile fiscale del cespite. Il vecchio regime del credito 4.0 resta tuttavia valido per gli investimenti avviati con acconto entro fine 2025 e conclusi entro giugno 2026, oltre i quali subentra esclusivamente l’iperammortamento 2026 dato che le due agevolazioni non sono in alcun modo cumulabili per i medesimi acquisti.
FAQ e risposte rapide
Dipende dalla configurazione tecnica. I requisiti fondamentali sono il controllo in logica programmabile (inverter con PLC o sistema di controllo programmabile), la trasmissione di dati al sistema gestionale aziendale e l’interfaccia di monitoraggio remoto. Un impianto dotato di inverter Invertek Optidrive E3 e sistema di monitoraggio CEREBRO™ integrato con i sistemi informativi aziendali è un caso tipico che soddisfa i requisiti. La verifica va fatta sull’intera configurazione prima dell’ordine.
Se l’ordine è stato accettato dal venditore e l’acconto versato entro il 31 dicembre 2025, hai diritto alla coda al 30 giugno 2026 per la consegna. Devi però aver inviato la comunicazione preventiva al GSE prima di completare l’investimento. Senza questa comunicazione, il credito non matura indipendentemente dalla qualità dell’investimento. Se non l’hai inviata, verifica con un consulente fiscale la tua posizione specifica.
Non è cumulabile con il credito d’imposta Transizione 5.0 per gli stessi beni. È potenzialmente cumulabile con altri incentivi — ad esempio il credito ZES Unica per le imprese nel Mezzogiorno — a condizione che le normative specifiche lo consentano e che il cumulo non superi il costo sostenuto. La verifica caso per caso richiede un consulente fiscale.
Il credito d’imposta permette di compensare direttamente le imposte dovute tramite F24 in tre quote annuali: il beneficio è liquido e arriva in un arco di tre anni. L’iperammortamento 2026 invece aumenta le quote di ammortamento deducibili: il beneficio si realizza nel tempo, esercizio per esercizio, per tutta la vita utile fiscale del bene. Per un’azienda con utili consistenti e piano d’investimento strutturato, l’iperammortamento può essere molto vantaggioso. Per un’azienda con imponibile basso o variabile, il beneficio arriva più lentamente.
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